Strada del Tartufo e della Castagna - Valle del Turano

Su quel ramo del lago

Una meravigliosa riserva naturale, alcuni dei Borghi più Belli d’Italia, profumi e sapori che ancora riescono a sorprenderci.
Questo e molto altro ci aspetta lungo la Strada.

L’auto fa fatica ad arrampicarsi lungo le stradine di pietra locale, in alcuni tratti sterrate ma assolutamente affascinanti, perché rivelano una natura incontaminata, ricchissima d’arbusti di ginepro e ginestre, nonché cespugli di mirto, prugnolo, rosa canina, berretta del prete, sorbo montano, finocchio selvatico e more, oltre che orchidee, genziane, gigli, violette, primule, narcisi e anemoni, scille e bucaneve.
Qui ogni stagione regala i suoi colori, il verde brillante della primavera fino all’estate, poi il rosso, il giallo e l’arancio dell’autunno e così via fino all’inverno, quando la natura va in letargo e il paesaggio si veste dei colori freddi della terra e degli alberi nudi.
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Allora la neve riappare sulle cime più alte dei Monti Cervia e Navegna che costituiscono l’omonima Riserva Regionale che comprende i comuni di Collegiove, Marcetelli, Varco, Paganico Sabino, Ascrea, Nespolo, Collalto Sabino, Castel di Tora e Rocca Sinibalda, per un totale di circa 3.600 ettari, caratterizzati da folti boschi di faggi, castagni, olmi, querce, noccioli e aceri, in cui, oltre a più di 900 specie vegetali segnalate, vivono aquile reali, lupi e gatti selvatici.
La Riserva, il cui territorio è compreso all’interno dei due bacini dei fiumi Salto e Turano, è costituita a nord dai rilievi del Monte Navegna (1.508 m) e Monte Filone (1.329 m), e a sud, separata dal Fosso dell’Obito, dai rilievi del Monte Cervia (1.436 m), un’estesa dorsale montuosa, interrotta dalle profonde gole del Fosso di Riancoli.









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