Strada del Tartufo e della Castagna - Valle del Turano

Il tartufo

Il tartufo è un fungo ipogeo appartenente al genere Tuber. Cresce sotto terra, a una profondità variabile, da pochi centimetri fino a 0,5 m, in simbiosi con le radici di piante classificate micorriziche, creando una grossa ragnatela costituita dal micelio.
Le piante che vivono in simbiosi con il tartufo sono ad esempio la quercia, il nocciolo, il pioppo, il tiglio (piante ectomicorroziche) e rose, ulivi e viti (piante endomicorroziche). Quando il tartufo è maturo emette un aroma penetrante e caratteristico, diverso secondo la specie.
Ha forma a globulo, tuberiforme e presenta una scorza esterna detta pendio e una polpa interna detta gleba. Il pendio può essere liscio o verrucoso, con sporgenze piramidali più o meno accentuate; il colore è variabile con le specie, dal giallastro al bianco (nei tartufi “bianchi”) o dal bruno al nero (nei tartufi “neri”).
Dal punto di vista ecologico si ritiene che  il tartufo abbia assunto nel tempo un ruolo importante nella gestione dei territori naturali talvolta abbandonati: la sua presenza crea un “microsistema” vitale, in cui questo fungo che si genera e vive sottoterra alimenta un mutuo scambio sia con le radici degli alberi a cui si lega, sia con altri esseri viventi, quali enzimi, insetti e mammiferi, che oltre a preparargli l’habitat ideale, se ne nutrono e lo digeriscono, provocando la germinazione e distribuzione di spore riproduttive.
Il nome della specie normalmente fa riferimento a una caratteristica peculiare del soggetto, ad es. T. melanosporum = tartufo dalle spore nere (dal greco: mélasanos = nero).




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